«…egli non sapeva allora se la carriera ecclesiastica lo attirasse per la religione o piuttosto per la bellezza delle cose accessorie, delle ricche vesti, dei raggianti ostensori, dei candelabri alti e splendidi, delle rose e dei gigli il cui profumo si mescolava a quello dell’incenso…»
Mario Praz, La casa della vita
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